I temi ricorrenti nelle richieste ricevute dai Cittadini possono essere sintetizzati in tre domande fondamentali:

  • “Quanto mi costa l’energia e come posso ridurre questo costo?”
  • “Quali tecnologie posso applicare alla mia casa per risparmiare energia?”
  • “In quanto tempo potrei ripagare un intervento di riqualificazione energetica?”

È possibile chiedere un appuntamento presso lo Sportello per il Risparmio Energetico e le Energie Rinnovabili inviando un e-mail all’indirizzo stefano.alessandrini@comune.trieste.it oppure chiamando il numero 040 675 8436 e lasciando eventualmente un messaggio in segreteria contenente un recapito telefonico al quale sarete ricontattati al più presto.
Nel caso non aveste fissato un appuntamento si ricorda che lo Sportello è comunque aperto al pubblico il martedì e il giovedì dalle 12.00 alle 13.00, presso Passo Costanzi 2, Palazzo Anagrafe, V piano, stanza 519, Trieste.

L’iniziativa rientra tra quelle previste dal Piano d’Azione per l’Energia Sostenibile del Comune di Trieste (PAES), consultabile alla pagina PAES

Informazioni e Buone Pratiche

In questa pagina vengono fornite indicazioni generali per affrontare i problemi più comuni, sapendo che ogni cittadino potrà rivolgersi allo Sportello per il Risparmio Energetico e le Energie Rinnovabili per approfondire il suo caso. Per semplificare la lettura, gli argomenti sono stati suddivisi in tre sezioni: risparmio energetico, fonti rinnovabili, incentivi.

La sezione dedicata al risparmio energetico è suddivisa a sua volta in due argomenti: combustibile per riscaldamento ed energia elettrica per illuminazione e servizi e all’interno di ciascun argomento i temi sono ordinati secondo la priorità d’intervento. Prima di tutto le azioni a basso costo, che portano a conoscere i consumi e ad adottare comportamenti più efficienti; seguono le azioni che comportano interventi di manutenzione o sostituzione d’impianti.

La sezione dedicata alle fonti rinnovabili è suddivisa per tipologia di sistemi di produzione energetica (sistemi elettrici e termici), e illustra, attraverso schede informative, le possibilità di soddisfare il proprio fabbisogno energetico, già ridotto dagli interventi precedenti, in maniera più pulita ed economicamente vantaggiosa, nel rispetto delle normative vigenti.

La sezione riguardante gli incentivi tratta le tipologie di supporto economico destinate agli interventi di efficientamento energetico e alla riduzione delle emissioni inquinanti (conto energia, conto termico, detrazioni fiscali, incentivi regionali), per ogni tipologia sono descritti i requisiti d’accesso e l’entità del contributo economico. È possibile cliccare su ciascun argomento tra quelli riportati qui sotto per approfondirne i contenuti.

Risparmio Energetico

Combustibile per Riscaldamento Energia Elettrica per illuminazione e servizi

 

Fonti Rinnovabili

Energia elettrica Energia termica

 

Incentivi

Conto energia Conto termico Detrazioni fiscali Incentivi regionali
Contributi

 

Risparmio Energetico – Combustibile per Riscaldamento

Misurare i consumi di combustibile per riscaldamento

Misurare regolarmente i consumi di combustibile per riscaldamento è il primo passo verso il risparmio: consente di stabilire il punto di partenza e valutare i progressi. Se il combustibile è gas metano, si possono misurare i consumi leggendo il contatore oppure consultando i dati di consumo riportati nella bolletta.
Il consumo di gas metano dipende dall’isolamento termico e dall’efficienza degli impianti (riassumibili in una “classe energetica” dell’edificio) ma anche dalle dimensioni dell’edificio riscaldato, dagli orari di accensione e dalle abitudini di chi regola la ventilazione e le temperature.
Ad esempio un appartamento di 80 m2 in classe energetica G, mantenuto a 20 °C durante tutto l’inverno, consuma mediamente 10 m3 di gas metano al giorno  per il riscaldamento (quindi 18000 m3 di gas metano all’anno, con un costo indicativo di 1200 €). Un appartamento delle stesse dimensioni, isolato e dotato di impianti efficienti, può consumare meno di 2 m3 di gas metano al giorno (quindi 360 m3 di gas metano all’anno, con un costo indicativo 250 €). A queste stime vanno aggiunti i consumi per la cottura (se si utilizza un fornello a gas, circa 100 m3 l’anno) e per la preparazione dell’acqua calda sanitaria (se si utilizza una caldaia a gas, circa 200 m3 all’anno).

Temperatura massima 20°C

Gestire correttamente l’impianto di riscaldamento è facile e non richiede investimenti economici. La prima regola è regolare i termostati a non più di 20°C, temperatura che garantisce il comfort e rappresenta il valore massimo consentito dalla legge. E’ consigliabile regolare la temperatura a valori più bassi compatibilmente con le attività che si svolgono all’interno dell’edificio: per ambienti affollati o esposti al sole, oppure per le camere da letto, possono essere sufficienti 18-19°C. Inoltre, negli orari in cui l’edificio è vuoto, la temperatura deve essere regolata su valori più bassi.

Ventilazione

Per respirare aria pulita è necessario assicurare una buona ventilazione in tutte le stanze occupate. D’inverno l’aria che entra nell’edificio deve essere riscaldata, quindi è necessario regolare la ventilazione in modo da garantire la necessaria qualità dell’aria interna e limitare il consumo di energia. In un ufficio o una camera da letto è sufficiente aprire le finestre per pochi minuti al giorno. In un ambiente scolastico o lavorativo può essere necessario ripetere l’apertura delle finestre più spesso, mentre negli ambienti più affollati può essere utile un sistema di ventilazione regolato in maniera automatica.

Isolamento termico

L’isolamento termico dell’edificio è un investimento che porta risparmi a lungo termine. I risultati migliori si ottengono con l’isolamento termico di tutte le strutture dell’edificio. Nel caso di ristrutturazione parziale dell’edificio è possibile realizzare interventi di costo limitato per risolvere problemi specifici: ad esempio sostituire i vecchi serramenti oppure isolare il solaio di copertura, le pareti perimetrali o almeno la nicchia dei radiatori. L’isolamento termico riduce l’energia dispersa dall’edificio, quindi ha numerosi effetti positivi: consente di ridurre gli orari di accensione, abbassare le temperature dei radiatori e utilizzare impianti più efficienti (come ad esempio le caldaie a condensazione e le pompe di calore). L’aumento di isolamento dell’edificio va abbinato a un sistema di ventilazione efficiente e preferibilmente di tipo meccanico e controllato per evitare l’insorgere di muffe e fenomeni di condensa superficiale.

Impianti efficienti

Gli impianti termici utilizzano diverse tecnologie per convertire l’energia (potere calorifico) del combustibile in calore, distribuirlo all’interno dell’edificio e regolare l’emissione per ottenere la temperatura desiderata. In un edificio nuovo o in caso di ristrutturazione è possibile scegliere le tecnologie più efficienti per ridurre al minimo gli sprechi, come ad esempio caldaie a condensazione, pompe di calore, reti di distribuzione isolate, regolazione della temperatura dei radiatori in funzione della temperatura esterna, sistemi di riscaldamento radianti a bassa temperatura e controllo delle temperature per singolo ambiente. Anche nel caso di edifici esistenti, in cui siano possibili solo interventi limitati, esistono diverse opzioni per il miglioramento dell’efficienza. Ad esempio l’installazione di valvole termostatiche su ogni radiatore consente di risparmiare energia grazie alla regolazione della temperatura di ogni stanza, tenendo conto in maniera automatica dei piccoli apporti solari o interni.
Un altro esempio di intervento consiste nel liberare i radiatori da eventuali tende o rivestimenti, che creano una zona inutilmente calda e impediscono la diffusione del calore verso la stanza. Una buona manutenzione ordinaria degli impianti, infine, contribuisce al risparmio energetico perché consente di sfruttare al meglio la tecnologia disponibile e rilevare precocemente la necessità di interventi di pulizia o riparazione.
http://ambiente.comune.trieste.it/il-comune-informa/impianti-termici/controlli-di-efficienza-energetica/

 

Risparmio Energetico – Energia elettrica per illuminazione e servizi

Misurare i consumi

Misurare regolarmente i consumi di energia elettrica è il primo passo verso il risparmio: consente di stabilire il punto di partenza e valutare i progressi. Si possono misurare i consumi leggendo il contatore oppure consultando i dati di consumo riportati nella bolletta della luce.
Secondo recenti dati ISTAT una famiglia dell’Italia settentrionale consuma in media 2700 kWh di energia all’anno, pari ad un costo che oscilla tra i 500 e i 600 Euro. Il costo delle bollette dell’energia elettrica pesa per il 30% sulla spesa annua complessiva per acqua-luce-gas.

Spegnere le luci

I consumi elettrici per illuminazione e per la conservazione dei cibi (frigo – frizer) sono circa il 50% del totale dei consumi elettrici annuali, quindi, il consiglio per risparmiare è quello di sfruttare al massimo l’illuminazione naturale, prestare attenzione nel tenere le luci spente nelle stanze non abitate e utilizzare lampadine a basso consumo energetico in tutti i punti luce interni ed esterni dell’abitazione.

Tariffe orarie

Grazie all’impiego dei contatori elettronici l’energia elettrica ha un prezzo che varia durante la giornata e durante i giorni della settimana: più alto durante il giorno, più basso di sera, notte e nei  giorni festivi. Quasi tutti i contatori elettronici installati sono programmati per rilevare i consumi del cliente distinguendoli in fasce orarie definite dall’Autorità per l’Energia in F1, F2, F3.

  • Fascia F1 (ore di punta): dal lunedì al venerdì dalle ore 8.00 alle ore 19.00, escluse le festività nazionali;
  • Fascia F2 (ore intermedie): dal lunedì al venerdì dalle ore 7.00 alle ore 8.00 e dalle ore 19.00 alle ore 23.00, escluse le festività nazionali. Il sabato: dalle ore 7.00 alle ore 23.00, escluse le festività nazionali;
  • Fascia F3 (ore fuori punta): dal lunedì al sabato dalle ore 00.00 alle ore 7.00 e dalle ore 23.00 dalle ore 00.00. La domenica e i giorni festivi in tutte le ore della giornata.

Eliminare i consumi nascosti

Una forma di spreco di energia molto diffusa è la presenza di numerosi apparecchi elettronici in stand-by all’interno dell’abitazione: televisori, videoregistratori, lettori DVD, impianti stereo, macchine del caffè, alimentatori di cellulari e computer, ecc.
E’ buona norma assicurarsi di aver scollegato elettricamente tutte le possibili utenze in stand-by ogni qual volta non siano utilizzate o ricorrere a sistemi domotici per la gestione intelligente di tutti i dispositivi elettrici all’interno della casa.

Elettrodomestici efficienti

In casa, facciamo largo uso di elettrodomestici. Solitamente quelli più vecchi hanno consumi eccessivi. Ad esempio, negli ultimi dieci anni i consumi medi d’acqua per ciclo di una lavastoviglie si sono ridotti notevolmente, con la conseguente riduzione di detersivo per il lavaggio e di energia termica per riscaldare l’acqua. Attenzione, questo non significa in assoluto che un elettrodomestico nuovo consumi poco. Per agevolare e rendere confrontabili le prestazioni e i consumi dei nuovi elettrodomestici, la Direttiva Europea 92/75 stabilisce che la loro efficienza sia indicata su un’etichetta che accompagna l’elettrodomestico. La classe energetica è indicata secondo una scala che va dalla A alla G, dove la A indica i consumi più bassi, quindi, nel momento in cui sia necessario cambiare elettrodomestici (non cambiare per forza, non sarebbe ecosostenibile) è opportuno spendere qualche soldo in più per acquistare elettrodomestici che consumino di meno.

Fonti Rinnovabili – Energia Elettrica

Fotovoltaico

Gli impianti fotovoltaici convertono l’energia solare in energia elettrica rendendola disponibile per un utilizzo immediato o per essere immessa in rete se in eccesso rispetto alle necessità delle utenze domestiche. Un impianto fotovoltaico tradizionale è composto da diversi elementi: i moduli fotovoltaici, le strutture di attacco/sostegno, l’inverter che converte la corrente continua prodotta dai moduli in corrente alternata da immettere in rete o da utilizzare in casa, i cablaggi di connessione e i sistemi  di protezione.  Grazie ad un grande sviluppo del mercato di questo settore, il prezzo per un impianto fotovoltaico si aggira attorno ai 3000 euro a kW di potenza installato. Le tre tipologie di moduli fotovoltaici più utilizzate sono, quella in silicio monocristallino, quella in silicio policristallino, e quella a film sottile. I moduli in silicio monocristallino sono i più adatti a essere installati con orientamento ottimale, con direzione a sud e inclinazione di 20-35°. I moduli in silicio policristallino e quelli a film sottile hanno dimostrato di avere buone prestazioni anche in condizioni di scarsa luce diretta, quindi sono più adatti nei casi in cui non sia possibile un’installazione con orientamento ottimale.
Un impianto fotovoltaico produce tanta più energia elettrica quanto è maggiore la radiazione solare che lo colpisce durante l’anno, quindi oltre all’orientamento un altro fattore determinante per stimare la produzione elettrica è la posizione geografica. Ad esempio, un impianto da 1 kW installato con orientamento ottimale, al nord Italia produce circa 1000 kWh per metro quadrato, al centro circa 1300 kWh per metro quadrato e al sud circa 1500 kWh per metro quadrato.
Da tener presente il fatto che, in assenza di incentivi in conto energia, è importante dimensionare l’impianto fotovoltaico in base ai consumi elettrici reali dell’abitazione, cercando di consumare immediatamente l’energia elettrica prodotta, magari programmando gli elettrodomestici come lavatrici e lavastoviglie in modo che si accendano nelle ore centrali della giornata, in cui la radiazione solare e la conseguente produzione di energia elettrica sono massime.
Per indicazioni in merito ai permessi per costruire e alle procedure per le attività edilizie si rimanda alla pagina del sito del Comune di Trieste:
http://urbanistica.comune.trieste.it/ediliziaprivata/edilizia/

Solare termodinamico

Per solare termodinamico si intende un sistema che sfrutta l’assorbimento della radiazione solare per riscaldare un fluido termo-vettore, come ad esempio un olio minerale, sali fusi o gas, generando energia meccanica e, a sua volta, energia elettrica. Esistono soluzioni per applicazioni residenziali di piccola taglia e per applicazioni non residenziali che abbiano superfici più ampie da dedicare all’installazione dei sistemi di captazione solare, questi ultimi possono essere di diverso tipo: collettori solari a tubi evacuati, collettori solari parabolici lineari e a concentrazione, specchi e torre di ricezione centrale, dish-stirling. Una possibile applicazione prevede l’accoppiamento di un circuito di generazione termica a collettori solari a tubi evacuati o parabolici lineari con un’unità cogenerativa a fluido organico per la produzione combinata di elettricità e acqua calda sanitaria.
Per indicazioni in merito ai permessi per costruire e alle procedure per le attività edilizie si rimanda alla pagina del sito del Comune di Trieste:
http://urbanistica.comune.trieste.it/ediliziaprivata/edilizia/

Fonti Rinnovabili – Energia Termica

Solare termico

Gli impianti solari termici sono basati sull’utilizzo di speciali pannelli che sfruttano l’energia termica del sole per la produzione di acqua calda. Il liquido circolante nei pannelli viene riscaldato dalla radiazione solare e il calore raccolto viene trasferito ad un serbatoio di accumulo d’acqua. Il risparmio energetico per la produzione dell’acqua calda può essere significativo e consente di ripagare l’investimento iniziale in tempi ragionevoli. L’eventuale presenza o installazione di un impianto con riscaldamento a pavimento abbinato a pannelli solari a tubi evacuati può consentire di limitare l’impiego della caldaia per il riscaldamento domestico anche nei mesi invernali.
L’impianto con pannelli solari è solitamente composto dai seguenti elementi: i pannelli solari, un serbatoio di accumulo dell’acqua calda, una pompa di circolazione (possibilmente a giri variabili con centralina di controllo), le tubazioni di collegamento dei pannelli al serbatoio e all’impianto idraulico interno all’abitazione. Nel caso di nuove abitazioni o ove possibile, sarà importante collegare lavatrice e lavastoviglie al circuito dell’acqua calda prodotta dai pannelli solari. Inoltre, durante i mesi estivi, ricorrere all’energia solare catturata dai pannelli per preriscaldare l’acqua di cottura dei cibi è un’ulteriore buona pratica da seguire.
I pannelli solari possono essere di diverso tipo e scelta della tipologia da adottare dipende dalle disponibilità economiche, dallo spazio disponibile e dall’utilizzo previsto per l’energia termica prodotta. In generale, i pannelli più diffusi nelle abitazioni sono di tipo piano o a tubi sottovuoto. I primi, sono i più economici e i più diffusi, adatti all’uso soprattutto nei mesi estivi per la copertura totale dei fabbisogni di acqua calda sanitaria, i secondi, meno economici e meno diffusi, ma molto interessanti dal punto di vista energetico, sono adatti alla produzione di acqua calda durante tutto l’anno e possono essere integrati in soluzioni solari termodinamiche per la produzione di energia termica ed elettrica, e consentono di produrre acqua calda anche durante la stagione invernale, che in abbinamento ad un sistema di riscaldamento a pavimento potrebbe ridurre sensibilmente la bolletta del gas.
Per indicazioni in merito ai permessi per costruire e alle procedure per le attività edilizie si rimanda alla pagina del sito del Comune di Trieste:
http://urbanistica.comune.trieste.it/ediliziaprivata/edilizia/

Biomasse

La biomassa è la parte biodegradabile dei prodotti, rifiuti e residui provenienti dall’agricoltura, dalla silvicoltura e dalle industrie connesse, comprese la pesca e l’acquacoltura, gli sfalci e le potature provenienti dal verde urbano nonché la parte biodegradabile dei rifiuti industriali e urbani. Le biomasse abitualmente utilizzate per il riscaldamento degli edifici sono le biomasse legnose che comprendono legno sminuzzato (cippato), pastiglie di legno macinato e pressato (pellet e bricchetti), legna da ardere in ciocchi. La combustione delle biomasse legnose avviene in diverse tipologie di impianti quali ad esempio i caminetti, i termo-camini e le stufe, che sono assimilati agli impianti termici quando la somma delle potenze nominali per unità abitativa è maggiore di 5 kW. Una distinzione basilare tra gli apparecchi di combustione a legna riguarda la struttura del focolare, esso può essere di tipo aperto o chiuso. Nel tipo chiuso, al fine di migliorare il rendimento dell’apparecchio, il flusso di aria necessario alla combustione è separato dall’ambiente interno. Il calore prodotto può essere distribuito direttamente attraverso l’aria circostante l’apparecchio di combustione oppure attraverso impianti ad aria canalizzata o ancora con impianti idraulici che consentono anche la produzione di acqua calda sanitaria.
Le biomasse, se utilizzate all’interno di un ciclo locale di produzione, rispettando il patrimonio forestale e la biodiversità, rappresentano una preziosa risorsa energetica di tipo rinnovabile, che, nonostante sia una risorsa neutra dal punto di vista delle emissioni di anidride carbonica, in seguito a combustione genera emissioni inquinanti (in particolare ossidi di azoto  e polveri sottili PM10) soggette a limitazioni per garantire la qualità dell’aria attraverso il “Piano d’azione per il contenimento e la prevenzione degli episodi acuti di inquinamento atmosferico” della Regione FVG.
Per indicazioni in merito ai permessi per costruire e alle procedure per le attività edilizie si rimanda alla pagina del sito del Comune di Trieste:
http://urbanistica.comune.trieste.it/ediliziaprivata/edilizia/

Solar cooling

La tecnologia del solar cooling permette di generare freddo per il raffrescamento estivo degli ambienti utilizzando il calore generabile raccogliendo l’energia solare. L’idea è nata pensando alla concomitanza esistente tra i periodi del giorno in cui sono massima sia l’insolazione sia la richiesta di freddo. Gli impianti di solar cooling più comuni sono di due tipi: pannelli fotovoltaici accoppiati a condizionatori elettrici tradizionali, pannelli solari termici accoppiati a macchine frigorifere ad assorbimento o ad adsorbimento.
L’impianto con pannelli fotovoltaici non ha particolari requisiti tecnici da rispettare se non quello di cercare di utilizzare il condizionatore nelle ore in cui è massima l’insolazione, quindi, con una casa ben isolata e in grado di conservare il fresco al suo interno, l’utilizzo di un condizionatore elettrico tradizionale nelle ore centrali della giornata, accoppiato a pannelli fotovoltaici di taglia corretta, potrebbe essere sufficiente a mantenere la casa fresca e con il giusto grado di umidità.
L’impianto con pannelli solari termici e macchina frigorifera è più complesso ma molto interessante perché, grazie alla presenza di un accumulo dell’acqua calda prodotta dai pannelli, consente di prolungare il periodo di produzione del freddo anche oltre le ore di massima insolazione.
Gli impianti di solar cooling sono incentivati in conto termico e per questo si rimanda alla sezione dedicata.
Per indicazioni in merito ai permessi per costruire e alle procedure per le attività edilizie si rimanda alla pagina del sito del Comune di Trieste:
http://urbanistica.comune.trieste.it/ediliziaprivata/edilizia/

Pompe di calore a energia rinnovabile

Una pompa di calore è una macchina che utilizza il calore presente in un ambiente, come l’aria, l’acqua o il terreno, per trasferirlo in un altro attraverso un impianto di climatizzazione invernale o di produzione di acqua calda sanitaria. Le pompe di calore “reversibili” possono funzionare sia come generatori di calore, sia come refrigeratori d’acqua.
Secondo il tipo di scambio termico, si distinguono tre tipi principali di pompa di calore:

  • Pompa di calore aria – aria: l’energia termica è prelevata dall’aria esterna e trasferita direttamente nell’aria del locale da riscaldare o da raffreddare.
  • Pompa di calore aria – acqua: l’energia termica è prelevata dall’aria esterna ed è trasferita in un circuito idraulico che alimenterà il pavimento e/o il soffitto riscaldandolo e/o raffreddandolo, con radiatori ventilo-convettori o aero-termici.
  • Pompa di calore acqua – acqua: la macchina preleva l’energia termica da un primo circuito idraulico a contatto con un elemento che gli fornisce calore (terreno, falda freatica) e lo trasferisca in un secondo circuito idraulico.

In base alla fonte di calore utilizzata, si distinguono impianti a pompa di calore:

  • Aerotermica, in cui lo scambio di calore avviene in una “unità esterna” che può essere installata in facciata, copertura o a terra in area di pertinenza dell’edificio;
  • Idrotermica, in cui lo scambio termico avviene con uno scambiatore di calore immerso in acqua;
  • Geotermica, in cui lo scambio termico avviene con uno scambiatore di calore immerso nel terreno.

Gli impianti a pompa di calore aerotermica, idrotermica o geotermica rientrano nella definizione di “fonti rinnovabili” secondo il D. Lgs. 28/2011 e consentono diverse opzioni di integrazione o sostituzione di generatori di calore:

  • Integrazione con pompa di calore aria – aria per la climatizzazione estiva ed invernale.
  • Sostituzione con poma di calore aria – acqua per la produzione di acqua calda sanitaria e acqua calda per impianti di riscaldamento a bassa temperatura.
  • Sostituzione con uno o più generatori ibridi compatti, composti da una caldaia a condensazione a gas e da una pompa di calore e dotati di specifica certificazione di prodotto.
  •  Sostituzione di boiler a resistenza elettrica per la produzione di acqua calda sanitaria. Questi impianti rientrano nella categoria di impianti basati sull’utilizzo delle rinnovabili nel momento in cui utilizzano l’aria esterna come fonte di energia.

Per indicazioni in merito ai permessi per costruire e alle procedure per le attività edilizie si rimanda alla pagina del sito del Comune di Trieste:
http://urbanistica.comune.trieste.it/ediliziaprivata/edilizia/

Incentivi – Conto Energia

Solare termodinamico

Il meccanismo di incentivazione in Conto energia degli impianti solari termodinamici, regolato dal D.M. 11 aprile 2008 e dalle successive modifiche apportate dal D.M. 6 luglio 2012, remunera, con tariffe incentivanti costanti nel tempo, l’energia elettrica prodotta da impianti solari termodinamici, per venticinque anni. Se gli impianti fossero di tipo ibrido, quindi alimentati sia da energia solare sia da altre fonti, solo l’energia elettrica derivante da fonte solare sarebbe incentivata con le tariffe del Conto energia. Altri approfondimenti riguardanti i requisiti tecnici impiantistici e le tariffe incentivanti sono reperibili sulla pagina dedicata del sito del Gestore dei Servizi Energetici:
http://www.gse.it/it/Conto%20Energia/Solare%20termodinamico/Pages/default.aspx

Incentivi – Conto Termico

Il “Conto Termico” è un sistema di incentivazione di interventi di piccole dimensioni per l’incremento dell’efficienza energetica e per la produzione di energia termica da fonti rinnovabili.
La normativa di riferimento è il DM 28/12/12, decreto di attuazione previsto dal D. Lgs. 3 marzo 2011, n. 28, mentre la gestione è affidata al Gestore dei Servizi Energetici – GSE S.p.A.
Gli interventi incentivabili si riferiscono sia all’efficientamento dell’involucro di edifici esistenti (coibentazione pareti e coperture, sostituzione serramenti e installazione schermature solari) sia alla sostituzione di impianti esistenti per la climatizzazione invernale con impianti a più alta efficienza (caldaie a condensazione) sia alla sostituzione o, in alcuni casi, alla nuova installazione di impianti alimentati a fonti rinnovabili (pompe di calore, caldaie, stufe e camini a biomassa, impianti solari termici anche abbinati a tecnologia solar cooling per la produzione di freddo).
I Privati e le Pubbliche Amminsitrazioni possono accedere agli incentivi per la produzione di energia termica da fonti rinnovabili e sistemi ad alta efficienza:

  1.  Sostituzione di impianti di climatizzazione invernale esistenti con altri impianti dotati di pompe di calore, elettriche o a gas, utilizzanti energia aerotermica, geotermica o idrotermica;
  2. Sostituzione di impianti di climatizzazione invernale o di riscaldamento delle serre esistenti e dei fabbricati rurali esistenti con altri impianti dotati di generatore di calore alimentato da biomassa;
  3. Installazione di collettori solari termici, anche abbinati a sistemi di solar cooling;
  4. Sostituzione di scalda-acqua elettrici con scalda-acqua a pompa di calore.Inoltre le Pubbliche Amministrazioni possono accedere anche agli incentivi per l’incremento dell’efficienza energetica:
  5. Isolamento termico di superfici opache delimitanti il volume climatizzato;
  6.  Sostituzione di chiusure trasparenti comprensive di infissi delimitanti il volume climatizzato;
  7. Sostituzione di impianti di climatizzazione invernale esistenti con impianti utilizzanti generatori di calore a condensazione;
  8. Installazione di sistemi di schermatura e/o ombreggiamento di chiusure trasparenti con esposizione da Est-Sud-Est a Ovest, fissi o mobili, non trasportabili.

L’incentivo è un contributo calcolato in percentuale (40%) rispetto alle spese ammissibili, erogato in rate annuali per una durata variabile (fra 2 e 5 anni) in funzione degli interventi realizzati.
Il “Conto Termico” non è cumulabile con altri incentivi e non è applicabile agli interventi previsti per il rispetto degli obblighi di integrazione delle fonti rinnovabili negli edifici di nuova costruzione e negli edifici esistenti sottoposti a ristrutturazione rilevante, previsti dal D. Lgs. 28/2011.
Altri approfondimenti e aggiornamenti sono reperibili nella pagina dedicata del sito del Gestore dei Servizi Energetici:
http://www.gse.it/it/Conto%20Termico/Pages/default.aspx

Incentivi – Detrazioni fiscali

Riqualificazione energetica

L’agevolazione consiste in una detrazione dall’Irpef o dall’Ires ed è concessa quando si eseguono interventi che aumentano il livello di efficienza energetica degli edifici esistenti. Per ulteriori informazioni/aggiornamenti e per scaricare le guide dettagliate si rimanda alla pagina dell’Agenzia delle Entrate:
http://www.agenziaentrate.gov.it/wps/content/Nsilib/Nsi/Home/CosaDeviFare/Richiedere/Agevolazioni/Detrazione+riqualificazione+energetica+55/Scheda+informativa+riqualificazione+55/

Ristrutturazione edilizia

Chi sostiene spese per i lavori di ristrutturazione edilizia può fruire delle detrazioni d’imposta Irpef pari al 36%. Per le spese sostenute dal 26 giugno 2012 al 31 dicembre 2015, la detrazione Irpef sale al 50%. Per ulteriori informazioni/aggiornamenti e per scaricare le guide dettagliate si rimanda alla pagina dell’Agenzia delle Entrate:
http://www.agenziaentrate.gov.it/wps/content/Nsilib/Nsi/Home/CosaDeviFare/Richiedere/Agevolazioni/DetrRistrEdil36/schinfodetrristredil36/

A titolo informativo, è possibile raccogliere utili consigli alla pagina delle domande e risposte frequenti gestita da ENEA:
http://efficienzaenergetica.acs.enea.it/faq.pdf

Incentivi – Incentivi regionali

Contributi

http://www.regione.fvg.it/rafvg/cms/RAFVG/famiglia-casa/casa/