9/5/2016
Il Comune di Trieste conferma il suo no al rigassificatore

Nella seduta del 20 aprile scorso il Consiglio Comunale di Trieste ha approvato all’unanimità una delibera nella quale si ribadiva il parere contrario all’impianto di rigassificazione di Zaule, impegnando in tal senso l’Amministrazione. [segue]

16/10/2013
Comunicazione del Ministero dell’Ambiente e della Tutele del Territorio e del Mare
Decreto di pronuncia di compatibilità ambientale n.128 del 18/04/2013 di sospensione dell’efficacia del decreto VIA n. DSA-DEC-2009-0000808 del 17/7/2009 relativo al progetto di terminale di rigassificazione e relative opere connesse da realizzare nel porto industriale del Comune di Trieste, loc. Zaule .
decreto sospensione di 180 giorni dell’efficacia del decreto di compatibilità ambientale n. 808/2009 . Comunicazione.pdf

05/04/2013
Clini sospende per sei mesi l’efficacia della Valutazione di Impatto Ambientale del rigassificatore di Zaule
Il progetto non è compatibile con il traffico marittimo e con lo sviluppo portuale. Trasmesso alla controfirma di Ornaghi (Beni culturali) il decreto che dà a Gas Natural 180 giorni per individuare un nuovo sito dove realizzare l’impianto o in alternativa richiede all’autorità portuale di rivedere il piano di sviluppo dei traffici. [segue]

28/12/2012
APPROVATA DEL CONSIGLIO COMUNALE LA DELIBERA CON PARERE CONTRARIO AL RIGASSIFICATORE PREVISTO A TRIESTE NELL’AREA DI ZAULE
Con delibera del 17.12.12 adottata all’unanimità (vedi) il Consiglio Comunale ha riconfermato il parere contrario al Terminale di Rigassificazione GNL previsto a Trieste nell’area di Zaule.
Il parere reso nella fase di Autorizzazione Unica ai sensi dell’art. 27, comma 31 della L. 99/2009 e s.m.i., riguarda il “Progetto Definitivo del Terminale di Rigassificazione” ed il “Progetto di Variante Urbanistica e Portuale del Terminale di Rigassificazione” completi delle relative integrazioni documentali. Si tratta delle integrazioni pervenute successivamente al precedente parere negativo già espresso dal Consiglio nella seduta del 14 febbraio scorso
Deliberazione Consiliare n. 65 del 17.12.2012. Parere ai sensi dell’art. 27, comma 31 della L. 99/2009 e s.m.i. per l’”Autorizzazione Unica” sul “Progetto Definitivo del Terminale di Rigassificazione”, sul “Progetto di Variante Urbanistica e Portuale del Terminale di Rigassificazione” completi delle relative integrazioni documentali [verbale della deliberazione n.65 dd.17/12/2012] [allegato A]

14/12/2012
Diffida del Comune di Trieste a seguito della conferenza di servizi del 22 novembre 2012 riunita per l’espressione in merito alla domanda di autorizzazione integrata ambientale (A.I.A.) per il terminale GNL della Società Gas Natural Rigassificazione Italia S.p.A. da realizzarsi in  Comune di Trieste, località Zaule [.pdf]

 

Il comune di Trieste e il rigassificatore di Zaule

Il Comune di Trieste avvia una seria informazione sul rigassificatore previsto a Zaule e sulle questioni legate alla sicurezza dell’impianto, che hanno visto in questi mesi contrapporsi, senza alcuna occasione di confronto e di contraddittorio, due posizioni assolutamente inconciliabili.

Tutto ciò ha ostacolato una seria informazione dei cittadini, che è invece essenziale e rappresenta per la Pubblica Amministrazione un atto dovuto. Per tale motivo il Comune di Trieste, che ha espresso con voto unanime di Consiglio il suo parere contrario all’installazione, si fa carico di avviare questo confronto, spiegando alla gente le motivazioni del suo no all’impianto.

Il ciclo del rigassificatore

L’impianto è previsto sull’area costiera compresa tra i pontili della SIOT e l’imbocco del canale navigabile. Il gas naturale liquefatto (GNL) viene prelevato da navi metaniere ormeggiate presso la piattaforma di scarico posta a circa 300 m dalla linea di battigia e, mediante le pompe della nave, trasferito in circa 12 ore in due serbatoi di stoccaggio, ciascuno con una capacità di 140.000 mc.
Il GNL prelevato dai serbatoi viene rigassificato in cinque vaporizzatori utilizzando come fluido riscaldante l’acqua di mare. Il gas viene poi immesso nella rete nazionale mediante una condotta sottomarina. L’acqua di mare una volta prelevata viene clorata mediante ipoclorito di sodio, al fine di evitare nello scambiatore il formarsi di alghe o di altri organismi biologici. Dopo lo scambio termico l’acqua viene scaricata in mare.

La politica energetica

Il rigassificatore di Zaule viene presentato in molte sedi autorevoli come strategico per la politica energetica dell’Italia, ma questa affermazione è quantomeno discutibile non disponendo il nostro Paese di un Piano Energetico Nazionale e pur in presenza di una domanda energetica in calo (- 1.6 % nei primi sette mesi del 2012 rispetto allo stesso periodo del 2011 – dati Terna – nonostante un inverno freddo e nonostante un consumo estivo “drogato” per far fronte al caldo anomalo di questi mesi).

Negli ultimi trent’anni Trieste si è vista proporre spesso progetti industriali analoghi: un mega terminale carboni (1981), la centrale ENEL da 1320 MW in valle delle Noghere (1986), gli stoccaggi di GPL in caverna a Muggia e in serbatoi interrati a Trieste (1990), l’ipotesi (1994) di spostare nel nostro golfo il traffico di petroliere da Venezia e oggi i rigassificatori.

Il Comune di Trieste, soprattutto in assenza di motivazioni credibili, non accetta questa pervicace volontà di utilizzare le aree interne alle dighe solo per impianti di energia in aggiunta a quelli già operativi, in quanto questa opzione (presentata a volte come strategica, a volte –vista la fase critica che stiamo vivendo- come unica occasione di insediamento e quindi di lavoro) contrasta con le sue scelte di territorio e potrebbe rendere inattuabili altre ipotesi di sviluppo (il turismo, la portualità con la piattaforma logistica e il terminale RO-RO, i porti nautici e così via).

Le scelte urbanistiche

L’insediamento in oggetto non è conforme né compatibile con il vigente Piano Regolatore Generale Comunale (PRGC), per cui si è reso necessario richiedere apposita variante urbanistica. Nel novembre 2011 sono state poi approvate le direttive di riferimento per gli obiettivi e le attività di progettazione del nuovo Piano Regolatore, in fase di redazione. Queste, in una logica di sviluppo sostenibile, perseguono l’obiettivo di integrare gli insediamenti produttivi e le infrastrutture di trasporto in un contesto ambientale sicuro. Per tale motivo viene esclusa, sull’intero territorio comunale, la localizzazione di nuovi impianti industriali a rischio di incidente rilevante (tra i quali rientrano gli impianti di rigassificazione).

L’insediamento del rigassificatore ha reso necessaria una variante anche rispetto al vigente Piano Regolatore del Porto (PRP). Anche il nuovo PRP conferma che l’Autorità portuale ha fatto scelte strategiche diverse, quali il prolungamento del molo VII, il nuovo molo VIII, la piattaforma logistica e il terminale RO-RO, con le quali il rigassificatore va ritenuto incompatibile.

Inquinamento del golfo

Alcuni impatti ambientali del rigassificatore non sono eliminabili in quanto sono intrinseci alla tecnologia adottata. Il primo impatto consegue all’utilizzo, previa clorazione, dell’acqua marina come fluido riscaldante nel processo di rigassificazione. Non solo l’acqua ritorna al mare più fredda e con cloro residuo; si segnala in impianti analoghi la formazione di schiume e di sostanze tossiche derivanti queste ultime dalla reazione del cloro con la sostanza organica presente nell’acqua in ingresso.

L’altro impatto è collegato alla fase di costruzione del gasdotto subacqueo che dovrebbe convogliare via mare il gas alla rete nazionale e alla successiva movimentazione delle navi. Queste attività determineranno il risollevamento nella baia dei sedimenti marini fortemente contaminati, con aumento della concentrazione di sostanze inquinanti nelle acque e nella catena alimentare (ad esempio il mercurio nei prodotti ittici).
A fronte di questi dati di fatto, la contrarietà del Comune deriva da una corretta applicazione del principio di precauzione, che consiglia la massima cautela a fronte di eventi conclamati ma dall’incerta ricaduta quantitativa.

Rischi rilevanti

Il rigassificatore di GNL rientra per sua tipologia tra gli stabilimenti in cui, a causa di sviluppi incontrollati durante la normale attività, potrebbero verificarsi incidenti rilevanti, quali emissioni massive di gas, incendi o esplosioni di grande entità.
Da questi potrebbe derivare un pericolo grave per la salute umana o per l’ambiente. La valutazione dell’entità di questi rischi spetta al proponente, in contraddittorio con un organismo pubblico di grande competenza, il Comitato Tecnico Regionale dei Vigili del Fuoco.
La valutazione (analisi di rischio) si articola nelle seguenti fasi: si parte dall’individuazione di tutti i possibili eventi negativi (es. guasti) che potrebbero dare origine ad un incidente rilevante e se ne valutano con calcoli matematici le probabilità di accadimento. Degli eventi ritenuti troppo poco probabili non vengono approfonditi gli effetti, essi cioè sono esclusi a priori. Per gli altri si determinano, sempre con strumenti di calcolo, le aree nelle quali l’incidente potrebbe produrre un danno alla popolazione. Secondo questa procedura di calcolo, formalmente ineccepibile e a norma di legge, è sempre possibile, con una buona progettazione e una buona gestione dell’impianto a regime, prevedere di abbassare le probabilità degli eventi ipotizzati fino a farli giudicare altamente improbabili (e quindi da non prendere in considerazione). Sempre “giocando” a migliorare l’impianto sulla carta, sarà possibile rimpicciolire l’area in cui ci potrebbe essere un pericolo grave per le persone, in modo che non comprenda nemmeno un insediamento esterno allo stabilimento. A questo punto, potremmo dire che sussistono le condizioni affinché l’insediamento riceva il nulla-osta rispetto ai rischi di incidente rilevante.

Il Comune esprime forti dubbi sull’opportunità di utilizzare questa impostazione probabilistica per un impianto come il rigassificatore, collocato in un’area fortemente antropizzata e in adiacenza ad altri impianti a rischio di incidente rilevante. In sostanza non accetta di affidare la garanzia dell’incolumità dei cittadini a formule matematiche che portano a conclusioni automatiche che fanno considerare sicuro un impianto solo perché la probabilità che inneschi un evento di grande portata sono state calcolate al di sotto di un determinato valore.
Nell’area in questione questo meccanismo decisionale dev’essere messo in discussione. L’affermazione “l’impianto va accettato in quanto sono molto basse le probabilità che succeda un incidente rilevante” non è condivisibile in aree costiere interne alle dighe.
Nel caso del rigassificatore di Zaule un’Amministrazione responsabile non può consentirsi di accettare per i suoi cittadini questo concetto di sicurezza.

Lettere dall’assessore Laureni in occasione della Barcolana 2012 [leggi]

NOTA DELL’ASSESSORE COMUNALE ALL’AMBIENTE UMBERTO LAURENI SUL RIGASSIFICATORE

16/7/2012 - In relazione alla Conferenza dei servizi convocata venerdì 13 luglio dalla Regione Friuli Venezia Giulia per l’espressione dei pareri in merito alla domanda di autorizzazione integrata ambientale per il rigassificatore GNL presentata da Gas Natural, si forniscono alcune note di chiarimento.  [segue]

Illustrati dal Sindaco Roberto Cosolini e dall’Assessore all’Ambiente Umberto Laureni i motivi del “NO” del Comune di Trieste al progetto di Rigassificatore a Zaule, dopo il voto unanime del consiglio comunale

13/02/2012 – Conferenza stampa del Sindaco di Trieste Roberto Cosolini e dell’Assessore comunale all’Ambiente Umberto Laureni dopo il voto del Consiglio Comunale che  con sostanziale unanimità (37 voti favorevoli su 39 presenti e votanti, 2 astenuti – Grilli della Lista Dipiazza, Lobianco del FLI -, nessun contrario), ha approvato la Delibera presentata dalla Giunta che esprime un chiaro e dettagliato “no” all’ipotesi di realizzazione di un Terminale di Rigassificazione GNL nella Zona Industriale di Zaule, con motivati pareri negativi sia sul “Progetto Definitivo” che sul collegato “Progetto di Variante Urbanistica e Portuale” proposti dalla Gas Natural Rigassificazione Italia S.p.A..
Il Sindaco Cosolini ha innanzitutto sottolineato la larghissima e trasversale convergenza che si è determinata in Consiglio, dopo il complesso lavoro di analisi svolto dai diversi Uffici tecnici comunali interessati e quindi dalle Commissioni consiliari – che Cosolini ha ringraziato -: “Ne è derivato – ha detto il Sindaco – un parere negativo all’ipotesi di realizzare un rigassificatore in quest’area, tanto più politicamente significativo in quanto tecnicamente e dettagliatamente motivato. Le ragioni del nostro “no” – ha ribadito il Sindaco – stanno tutte in un’approfondita disamina tecnica del progetto presentato, come, d’altronde, nell’assenza di risposte da parte della Società proponente sia sulle molte criticità della realizzazione di un tale progetto in quest’area specifica sia sugli eventuali “valori aggiuntivi” del progetto. Fermo restando che – ha precisato Cosolini – su un progetto così impattante per il territorio le eventuali – ma comunque mai precisate – “compensazioni economiche” non possono venir prima dell’aspetto della compatibilità ambientale e della sicurezza; compatibilità che “o c’è o non c’è” e deve essere posta, da chi è responsabile di una comunità e di un territorio, al primo punto, tutto il resto viene dopo!”
Da un punto di vista più “politico”, il Sindaco Cosolini ha auspicato che di questo parere, pur “consultivo”, del Comune capoluogo, la Regione (cui spetta il “via libera” all’Autorizzazione finale da parte del Ministero allo Sviluppo Economico, “d’intesa” con lo stesso) debba tener debito conto, stante anche che tutte le rappresentanze del territorio, Comuni “minori” vicini compresi, si sono finora sempre espresse negativamente. Il Sindaco, “mentre stiamo già valutando tutti i passi giuridici da compiere nell’eventualità che l’iter dovesse comunque procedere”, ha rivolto anche un appello a quelle forze politiche che in Comune siedono all’opposizione – e che hanno votato contro il rigassificatore -, ma che in Regione reggono la maggioranza “a far sentire anche in quella sede la loro voce affinchè il Governo regionale non compia una scelta penalizzante per la nostra città”.
Molte e articolate le motivazioni “tecniche” che l’Assessore Laureni – anche lui dopo aver reso omaggio al grande lavoro degli uffici comunali e della VI Commissione consiliare, presieduta da Mario Ravalico (anch’egli presente alla conferenza stampa), ma anche alle Circoscrizioni, che hanno espresso in modo approfondito i loro pareri – ha quindi illustrato a sostegno della tesi del Comune.
In estrema sintesi, l’Assessore Laureni, parlando di “dati di fatto reali” (e non “opinioni”) che stanno a inficiare il progetto di Gas Natural, ha toccato i temi del raffreddamento del mare e di schiume tossiche che deriverebbero dal processo di rigassificazione, con grave danno per la pesca, come pure del sollevamento di metalli pesanti inquinanti giacenti sul fondo marino dell’area a causa del continuo traffico delle grandi navi gasiere; dell’interdizione di vaste aree agli altri movimenti marittimi per lo stesso motivo; della valutazione previsionale dei rischi che (come segnalato anche dall’Ufficio comunale di Protezione Civile) sarebbe stato opportuno anticipare prima dell’avanzamento del progetto – laddove un impianto di questo tipo è classificato a rischio rilevante (cfr. “Legge Seveso”); oltre che di motivi di carattere paesaggistico (anche per la prevista costruzione di due serbatoi fuori terra di metri 80 di diametro per 35 d’altezza! Ognuno per 140 mila metri cubi di capacità) -; e ancora – ha proseguito Laureni – “una serie inaccettabile di dimenticanze e ‘sviste’ normative come la mancanza della V.A.S. (Valutazione Ambientale Strategica) necessaria a norma di legge, per come si è sviluppato il progetto, e invece del tutto assente!”, e per finire con molti documenti del progetto neppure firmati.” “Molto male – ha stigmatizzato Laureni – per un Progetto che pretende di essere quello “definitivo”.
“Trieste non può più accettare qualunque soluzione – ha concluso l’Assessore comunale all’Ambiente -, magari con la motivazione “prendete questo perché non c’è altro”. Viceversa va chiarito che va fatta una scelta precisa di sviluppo e che in tal senso non sono compatibili la “città turistica” con il mare pericolosamente inquinato, la nautica con le gasiere, la pesca con il raffreddamento e sommovimento dei fondali…. Trieste deve poter fare le proprie scelte!”

Leggi la Delibera [.pdf]