Inizierà con lunedì 30 luglio il posizionamento in città dei circa 140 contenitori, contraddistinti dal colore grigio con coperchio marrone, “al servizio” di altrettanti “grandi utenti”, produttori di rifiuti biodegradabili, per la loro raccolta differenziata e successivo trattamento.
La “novità”, che va a costituire una nuova importante tappa nell’articolato “cammino” per l’organizzazione e diffusione della raccolta differenziata dei rifiuti nella nostra città, è stata illustrata oggi in Municipio nel corso di una conferenza stampa cui hanno preso parte l’Assessore all’Ambiente Umberto Laureni, la “collega” al Commercio Elena Pellaschiar, il direttore della Divisione Ambiente di Acegas-Aps ing. Paolo Dalmaso e la dirigente dell’Area Risorse economiche e finanziarie e Sviluppo Economico del Comune Corina Sferco.
Il Comune di Trieste e Acegas-Aps – è stato spiegato nella conferenza – nell’ambito delle iniziative che si propongono di incrementare i risultati della raccolta differenziata, hanno inteso istituire un servizio di raccolta dei rifiuti biodegradabili (il rifiuto organico comunemente definito “umido”) provenienti da grandi cucine e mense, dai reparti orto-frutta e salumeria dei supermercati, dagli ospedali e dai principali ristoranti e alberghi, in definitiva dalle maggiori strutture di accoglienza e ospitalità di persone e di vendita o consumo di generi alimentari e perciò dai più grandi “produttori” cittadini di questa tipologia di rifiuti.
Una tipologia – ha ricordato l’Assessore Laureni – che riguarda il 25% circa della massa di rifiuti che complessivamente si producono; e di questa specifica tipologia una parte non indifferente viene “rilasciata” proprio dalle grandi strutture.
Da cui l’importanza di organizzare una raccolta “dedicata”, con modalità non generiche ma specifiche e il più possibile concordate con i “produttori”; e ciò anche per evitare il rischio di “miscelamento” con altri rifiuti che vanificherebbe il risultato dell’operazione, sia riguardo alle possibilità del successivo recupero sia per motivi di sicurezza e salute pubblica.
Questa prima fase – ha precisato Laureni – “sarà comunque sperimentale: pur riguardando un numero ancora abbastanza limitato di “grandi utenti” è però pur sempre un’innovazione rilevante che in ogni caso comporta un cambio di abitudini non indifferente. Anche per questo intendiamo procedere in modo attento e avveduto, con grande sensibilità e dialogo nei confronti di utenti che saranno in realtà i principali “attori” del successo dell’operazione.”

Eccone quindi, qui di seguito, le principali modalità:
- il servizio verrà, di norma, effettuato tre volte alla settimana nel periodo da maggio a settembre compresi, due volte alla settimana negli altri mesi.
- verranno generalmente impiegati contenitori (“bottini”) da 240 litri, dotati di ruote e coperchio apribile con apposita chiave (anche per il suddetto motivo di sicurezza e certezza dei conferimenti);
- i “bottini” saranno, di norma, assegnati e riservati alle singole utenze; qualora necessario singoli “bottini” potranno essere assegnati a più utenti contemporaneamente;
- il numero dei “bottini” assegnati a ogni singola utenza verrà valutato in funzione della potenziale quantità di rifiuto “umido” prodotto dalla stessa;
- i “bottini” verranno, di norma, collocati sulla pubblica via a fianco dei contenitori già esistenti nei punti di prelievo più vicini all’utenza, ma potranno essere previste postazioni alternative (anche interne alle strutture interessate);
- al fine di evitare spostamenti o ribaltamenti, i “bottini” collocati sulla pubblica via verranno “ancorati” al suolo tramite apposito supporto (anch’ esso dotato di chiusura a chiave);
- i “bottini” riservati alle singole utenze potranno essere prelevati dall’utente stesso ai fini dell’utilizzo all’interno dei propri locali ma, in ogni caso, dovranno essere ricollocati e vincolati nella loro posizione originale entro la fine della giornata antecedente ogni vuotatura;
- l’utente potrà personalizzare il contenitore assegnato applicandovi un adesivo con il nome e/o logo della sua attività (nelle dimensioni e nella posizione che verranno successivamente indicati);
- in caso di grosse produzioni di rifiuto “umido”, e ove tecnicamente possibile, i “bottini” potranno essere collocati all’interno delle aree private di pertinenza delle utenze (previo consenso scritto da parte delle stesse e compilazione di documento DUVRI);
- i “bottini” verranno lavati mediamente una volta al mese;
- il rifiuto “umido” dovrà essere conferito nei “bottini” all’interno di sacchi chiusi ai fini di evitare imbrattamenti del contenitore e dispersione di materiale a terra;
- i sacchi dovranno essere in “Mater-Bi” o altro analogo materiale biodegradabile (sarà garantita da Acegas una prima fornitura di sacchetti in “Mater-Bi”);
- il rifiuto “umido” conferito dovrà, tassativamente, essere privo di frazioni estranee quali plastica, metallo, cartone, vetro, ecc. e non dovrà essere contaminato da prodotti pericolosi per la salute umana;
- gli utenti aderenti dovranno sottoscrivere un documento che li impegnerà al rispetto delle modalità di espletamento del nuovo servizio; agli stessi verrà consegnata la chiave di apertura del contenitore riservato (qualora posizionato sulla pubblica via).

Al fine di realizzare nel miglior modo possibile questo nuovo servizio una lettera illustrativa, con allegata una dettagliata scheda tecnica–questionario, era già stata inviata nei giorni scorsi da Comune e Acegas (a firma del Sindaco Cosolini e dell’Amministratore Delegato Pillon) a tutte le principali strutture potenzialmente interessate da questa “novità”, per rendere la stessa più facilmente “comprensibile” e fruibile e per poterla comunemente organizzare.
E in questi giorni l’Acegas-Aps sta eseguendo i necessari sopralluoghi presso le attività commerciali e le varie altre strutture coinvolte in questa fase, in modo da definire e concordare le posizioni più idonee per collocare i contenitori e il numero preciso da “affidare”.

Per quanto riguarda gli obiettivi – come ha precisato l’ing. Dalmaso di Acegas-Aps – si stima una raccolta di circa 1.000 tonnellate annue. “Un’aggiunta non piccola alle diverse forme e modalità della raccolta differenziata che abbiamo via via già introdotto”, ha ‘chiosato’ l’Assessore Laureni, mentre la collega al Commercio Elena Pellaschiar ha salutato con soddisfazione una novità che aiuterà gli stessi commercianti “essendo stato adottato, dopo appositi incontri, in particolare con la grande distribuzione, un modello adeguato e condiviso”.
I rifiuti raccolti saranno sottoposti a operazione di travaso presso un impianto autorizzato in Trieste in modo da organizzare trasporti economicamente più convenienti verso un impianto di trattamento in regione, individuato nella Società BIOMAN di Maniago (PN).