Il nuovo Piano di Azione Comunale introduce significative modifiche nei criteri di intervento del Sindaco, quando egli sia chiamato ad assumere iniziative per mitigare gli effetti dell’inquinamento urbano.
Importanti elementi di novità le cui modalità introdotte dall’Amministrazione comunale sono state illustrate nel corso di una conferenza stampa tenutasi in Municipio dell’assessore comunale all’Ambiente, alla presenza del direttore comunale del Servizio Ambiente ed Energia Gianfranco Caputi, del direttore Tecnico-Scientifico dell’Arpa-Fvg Fulvio Daris con Fulvio Stel, Tecnico Esperto dell’agenzia.
Fino ad oggi – è stato spiegato – l’intervento era a posteriori e si basava sui valori di concentrazione misurati dalle centraline della rete ARPA: le azioni di mitigazione (il blocco del traffico e la riduzione del riscaldamento degli edifici) venivano decise dopo che per tre giorni consecutivi erano stati superati i valori massimi tollerabili di concentrazione degli inquinanti (polveri sottili e ossidi di azoto). Di fatto era limitata l’efficacia preventiva del provvedimento.
Con il nuovo Piano di Azione si decide sulla base delle previsioni atmosferiche e si potrà intervenire prima che si determini una situazione di inquinamento.
Secondo la nuova procedura l’ARPA informerà il Comune che stanno per determinarsi condizioni meteorologiche alle quali con elevata probabilità si assoceranno situazioni di elevato inquinamento.
Se si prevede che queste situazioni si protrarranno al massimo per due giorni consecutivi il Comune si limiterà ad una capillare informazione dei cittadini, invitandoli ad assumere comportamenti che riducano il rischio di esposizione.
Se invece le previsioni meteorologiche dell’ARPA fanno ritenere altamente probabile il superamento dei valori limite per almeno tre giorni consecutivi, il Sindaco con apposita ordinanza fa scattare in quei giorni il Piano di Azione, anche in questo caso basato sul blocco del traffico nel centro città e sulla riduzione del riscaldamento, in un area geografica e secondo criteri e deroghe coincidenti con quelli adottati in precedenza.
Un’altra novità è relativa agli orari di blocco del traffico, limitati al pomeriggio, dalle 15 alle 20. E’ questo l’intervallo in cui, sulla base dell’esperienza, si determinano a Trieste le condizioni di massimo inquinamento.
Analoghe le procedure per la prevenzione da ozono, in questo caso tipico inquinante estivo. Per l’ozono le azioni si limiteranno ad un’opera di sensibilizzazione dei cittadini sui comportamenti da adottare in caso di superamento dei valori di concentrazione.
“Il Piano di Azione del Comune – ha sottolineato Fulvio Daris –prende atto di una realtà territoriale particolare, come quella di Trieste, quindi con situazioni variabili ed estremamente complesse, tenendo conto delle previsioni in base alla conoscenza del territorio e ai fattori che influenzano anche la meteorologia (altipiano carsico, bora, brezze marine, inversioni termiche ecc). Ci si baserà sull’utilizzo di strumenti all’avanguardia a livello nazionale e mondiale”. “Vale a dire ‘modelli’ meteorologici preventivi che tengono conto di vari fattori ‘a cascata’(reazioni chimiche ed emissioni inquinanti del traffico di autoveicoli, industrie ecc). Parallelamente continueranno a svolgere la loro funzione le centraline di rilevamento posizionate in vari punti della città, a scopo di verifica. L’impiego della ‘modellistica’ contribuirà a fornire i dati anche di zone non coperte dalle centraline e consentirà quindi di monitorare un’area ancora più ampia. Il tutto nell’ottica della tutela della salute dei cittadini” –ha precisato Fulvio Stel -.
Le nuove modalità di attuazione del Piano, come ha tenuto a sottolineare l’assessore all’Ambiente, oltre a salvaguardare la salute dei cittadini e le condizioni ambientali, avranno lo scopo di agevolare i bambini, i giovani studenti permettendo una migliore organizzazione della vita quotidiana per le famiglie e i per i commercianti.