Nei giorni 19 e 20 aprile il Comune di Trieste ha organizzato due momenti di incontro e confronto su due settori produttivi che, pur essendo senz’altro di nicchia per la nostra realtà locale, sono tuttavia importanti e da valorizzare.
Il Convegno del 19 aprile aveva per oggetto “Agricoltura. Realtà e prospettive per l’economia locale”. Aperto da una relazione del professor Gallenti dell’Università di Trieste che ha inquadrato le caratteristiche dell’agricoltura locale tra vincoli e prospettive di sviluppo, il Convegno ha visto riassunti in un successivo intervento a cura degli Enti Locali territoriali i temi più significativi. Si è parlato del progetto di sviluppo del Carso e della ristrutturazione del costone carsico, dell’esigenza di rivedere e semplificare i vincoli ambientali, territoriali ed urbanistici che caratterizzano l’area e delle iniziative promozionali delle diverse eccellenze alimentari.
L’obiettivo era di arrivare, dopo la fase dedicata agli interventi delle diverse parti sociali, ad un documento che raccogliesse i punti condivisi su cui articolare una successiva fase di confronto politico, in primo luogo nell’incontro del 2 maggio con il ministro dell’agricoltura Martina.
Il Convegno del 20 aprile ha invece avuto come oggetto la “Sicurezza e igiene del lavoro nel settore della piccola pesca” ed è partito da una considerazione. Nella storia lunga e sofferta dell’evoluzione in Italia della tutela della salute dei lavoratori la categoria della genti di mare ha sempre incontrato grandi difficoltà nel farsi riconoscere quei diritti alla salute che pure la loro situazione lavorativa ben meritava.
C’era la consapevolezza che nella vicenda complessa della categoria a Trieste il diritto alla salute non era probabilmente una priorità. Le difficoltà a lavorare in una sede del mercato ittico all’ingrosso comunque provvisoria, la necessità in queste condizioni di garantire prevalentemente il rispetto di rigide norme a difesa dell’igiene del pescato avevano fatto sì che dei rischi lavorativi non si parlasse.
Era una lacuna da colmare, bisognava rendere prioritaria per i pescatori una consapevolezza sulla sicurezza del lavoro che diventasse in primo luogo capacità di autotutela e difesa dei diritti.
Questa opportunità è stata rappresentata alla Direzione Regionale per il Friuli Venezia Giulia dell’INAIL, all’Azienda per l’Assistenza Sanitaria di Trieste e alla Direzione Marittima Triestina della Guardia Costiera di Trieste, che la hanno condivisa con grande entusiasmo; ne sono nati un proficuo confronto ed un lavoro congiunto, in cui le diverse competenze e interessi si sono ben integrati.
La sintesi, basata su conoscenze già acquisite ma anche su sopralluoghi in mare a fianco dei pescatori, è stata oggetto del Convegno del 20 aprile ed è diventata un manuale, che è stato presentato nell’occasione, che riassume diritti e doveri della categoria per quanto riguarda la tutela della loro salute.
Sono regole di comportamento da adottare a bordo e a terra, sono la descrizione chiara delle norme di legge che regolamentano gli infortuni e le malattie, che spiegano “il che fare”.
La speranza è che questo convegno e il manuale che ne riassume le conclusioni, opportunamento integrato da successivi momenti formativi, siano utili per la categoria, la renda più consapevole di sè.
In Convegno del 20 è stato anche l’occasione per aggiornare sullo stato di avenzamento dell’iter amministrativo che porterà al trasferimento del Mercato Ittico all’ingrosso (assieme a quello Ortofrutticolo) presso una nuova sede, nella piena consapevolezza dell’inadeguatezza di quella attuale.

 

Depliant (Pdf)

 

Presentazioni dei relatori